Una semplice classificazione della caldaie domestiche

Ormai in quasi tutte le nostre case sono installati sistemi di riscaldamento autonomo con i quali interagiamo grazie a sofisticati termostati elettronici, che possiamo programmare facilmente per ottenerne i cicli di riscaldamento che desideriamo.

Ma anche se l’interfaccia si è decisamente modernizzata, non dobbiamo dimenticare che, dietro quella tastiera, c’è comunque, per quanto sicuramente più moderna e performante rispetto ai modelli più vecchi, una caldaia. E di questa possiamo dire di sapere qualcosa? Molto probabilmente, no. Non ne conosciamo il funzionamento, non sappiamo leggerne la targhetta identificativa, e forse sapremmo a malapena riconoscerla se la vedessimo. Eppure, oggi che la tecnologia ha permesso di rendere questo dispositivo più piccolo e sicuro e portarlo all’interno della nostra casa, sarebbe bene conoscerne almeno gli aspetti principali, e come distinguere i modelli più moderni da quelli ormai antiquati.

Se infatti tutte le caldaie murali domestiche hanno uno scambiatore in acciaio, e spesso un ulteriore bollitore di piccole dimensioni per generare rapidamente l’acqua calda per uso sanitario, è nelle caratteristiche della camera di combustione che stanno le differenze fondamentali fra i vari modelli:

1. Caldaie a camera aperta, e senza canna fumaria: oggi sono ritenute malsicure e inadatte, e quindi la legge non ne permette più l’installazione; sono perciò in rapida via di sparizione. Anche quando erano in auge, la legge prevedeva comunque che venissero installate soltanto all’esterno, per evitare che i fumi tossici potessero entrare nelle stanze abitate.

2. Caldaie a camera aperta, con canna fumaria, a tiraggio naturale: se si rispettano alcune precise limitazioni dettate dalla norme, queste sono ancora utilizzabili. Oltre che all’esterno, possono essere anche collocate dentro locali, purchè areati, ma è fatto divieto di porle nei bagni, nelle camere da letto, o in stanze dove ci sia un camino, senza una autonoma presa d’aria, anche qui perché si vuole scongiurare l’accumulo di fumi, e soprattutto di ossido di carbonio, nelle stanze della casa.

3. Caldaie a camera stagna, con canna fumaria a tiraggio forzato: questo è, allo stato attuale delle cose, lo standard in questo campo. La camera è stagna, e quindi l’aria comburente vi viene immessa lungo una tubatura che la prende dall’esterno; non essendoci rischi di emissioni di gas, è concessa l’installazione anche nelle stanze chiuse, purchè comunque areate(esiste infatti, sebbene ridotto, un rischio di perdite di gas dalle giunzioni dei tubi)

di Chiara Marozzi

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